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Per lo sviluppo abbiamo adottato un approccio moderno e scalabile:
Uno degli obiettivi principali è stato assicurare un livello elevato di accessibilità: partendo da zero, abbiamo potuto curare semanticità, etichette ARIA, interazioni da tastiera in ogni componente e lo sviluppo di un mega menu completamente navigabile da tastiera, in linea con le linee guida WCAG 2.1 e con quanto richiesto dalla normativa europea sull’accessibilità digitale (European Accessibility Act / Direttiva UE 2019/882). Un approccio che ci consente di costruire non solo un tema, ma un’esperienza che sostiene la crescita del brand e le persone che lo utilizzano, valorizzando ogni interazione.
Un aspetto cruciale è stata la definizione di un workflow coerente per ambienti multipli (locale, staging, produzione).
Shopify CLI offre i comandi principali per il ciclo di sviluppo:
shopify theme dev: avvia un dev server collegato allo store, con live reload.shopify theme pull: scarica i file dal tema remoto. Utile per non sovrascrivere modifiche fatte tramite il Theme Editor.shopify theme push: carica i file locali sul tema remoto. Si possono aggiungere pattern --ignore o utilizzare .shopifyignore per escludere file specifici..gitignore vs .shopifyignorePer separare codice da configurazioni specifiche di ambiente, abbiamo usato entrambi i file di ignore:
.gitignore → evita che file variabili (es. configurazioni locali) finiscano nel repository condiviso..shopifyignore → dice alla CLI quali file non includere nei push/pull.In particolare, abbiamo ignorato:
config/settings_data.json
templates/*.json
templates/**/*.json
sections/header-group.json
sections/footer-group.json
Una metodologia che consente ai team e ai clienti di lavorare con serenità, affidandosi a un processo stabile che cresce con il progetto e lo sostiene nel tempo.
La nostra strategia ha assicurato coerenza, stabilità e sicurezza durante tutto lo sviluppo. Alcuni file contengono informazioni che cambiano a seconda dell’ambiente, e non devono essere sovrascritte.
settings_data.json contiene i valori delle impostazioni scelti nel Theme Editor (colori, testi, layout). È paragonabile a un database: ogni ambiente deve avere il proprio.templates/*.json e sezioni come header-group.json o footer-group.json gestiscono configurazioni di pagina e blocchi. Anche questi variano da ambiente a ambiente.Con questa strategia, il codice rimane sincronizzato tra i vari ambienti, ma le configurazioni specifiche non vengono mai sovrascritte. Lo store live, ad esempio, mantiene le proprie personalizzazioni senza rischiare di perderle a seguito di un deploy.
Il flusso tipico diventa quindi:
shopify theme pull → sincronizzo eventuali modifiche remote.shopify theme push (con ignore) → deploy senza toccare configurazioni live.Una logica che mette al centro la continuità del business, permettendo al cliente di evolvere senza rischi e con la certezza che ogni passo avanti sia solido e consapevole.
Un altro motivo per cui abbiamo scritto tutto da zero è stata la possibilità di applicare in modo puntuale le linee guida Baymard per l’ecommerce, con un controllo totale su codice e architettura informativa.
In sintesi, l’uso strategico dei metafield ci ha permesso di trasformare il tema in un sistema data-driven, dove il contenuto non è “hardcoded” ma strutturato in modo flessibile, scalabile e aderente alle best practices di usabilità e conversione. Un approccio che trasforma la tecnologia in uno strumento concreto per far crescere il valore percepito del brand e semplificare l’esperienza delle persone che lo scelgono.
La gestione dei filtri è stata sviluppata custom in Liquid, integrata con l’app Search & Discovery di Shopify, consigliata dalla piattaforma stessa per la gestione nativa di ricerca e filtri.
Abbiamo distinto:
Questa differenziazione ha dato maggiore flessibilità agli utenti, migliorando la navigazione. Una soluzione pensata per rendere l’esperienza più fluida e accompagnare l’utente verso scelte più consapevoli, contribuendo alla crescita del business in modo naturale.
Shopify oggi integra nativamente il multilingua, senza dover più installare app di terze parti (spesso a pagamento). Questo rende la localizzazione molto più semplice e performante.
Anche se il progetto non richiedeva la traduzione, abbiamo preparato tutto il codice per supportarla, gestendo le stringhe tramite il sistema di locales. Attualmente sono presenti italiano e inglese, ma il progetto è pronto per ospitare altre lingue in futuro. Una scelta che costruisce basi solide e prepara il brand a evolversi in nuovi mercati con naturalezza e sicurezza.
Uno degli aspetti più interessanti è stato riscrivere completamente tutta la logica di carrello e add to cart. Avere un codice nostro, pulito e controllato al 100%, ci ha permesso di gestire ogni dettaglio: messaggi di feedback, aggiornamenti dinamici e interazioni con le varianti.
Il risultato è un codice più snello, facilmente debuggabile e con un’esperienza utente migliore. Un intervento che permette al brand di crescere su fondamenta tecniche robuste, garantendo sempre un’interazione chiara e di valore.
Abituato a Gutenberg (WordPress), mi aspettavo un customizer meno fluido. Invece il Theme Customizer di Shopify si è rivelato intuitivo, veloce e ben progettato, migliorando anche la vita di chi gestisce i contenuti. Uno strumento che rende il cliente più autonomo e lo aiuta a potenziare il proprio progetto, trasformando il lavoro tecnico in un supporto reale alla crescita quotidiana.
Un aspetto che ho particolarmente apprezzato è che con Shopify non ho dovuto pensare alle parti sistemistiche: niente configurazioni SMTP per le email (che spesso finiscono in spam), niente setup complessi per ordini, checkout o pagine profilo utenti.
Tutto questo è gestito nativamente da Shopify, lasciandoci concentrare solo su ciò che conta davvero: lo sviluppo del tema e l’esperienza utente.
Il risultato? Un time to market eccezionale, pur partendo da zero.
Questa prima esperienza di sviluppo full custom su Shopify è stata una piacevole sorpresa.
Abbiamo potuto unire performance, accessibilità e best practices UX, sfruttando un workflow tecnico solido basato su CLI, ambienti multipli e gestione differenziata delle configurazioni.
Non c’è un “meglio o peggio” tra Shopify e WooCommerce: ogni progetto ha le sue esigenze. Ma se l’obiettivo è avere controllo sul codice, time-to-market rapido e infrastruttura affidabile, Shopify si conferma una piattaforma solida e produttiva.
Un percorso che conferma quanto sia importante accompagnare ogni cliente nella propria crescita digitale, creando soluzioni che non siano solo funzionali, ma realmente significative per il loro futuro.